stobados | 21 Maggio, 2007 21:24
Solarussa. 10 mila persone, un fiume di bandiere sarde ed il ritorno sul palco di uno dei gruppi (se non IL) piu' rappresentativi
della storia musicale sarda: i Kenza Neke. Beh, quel giorno non nego che parecchie volte mi siano saliti i brividi su per la schiena a sentire alcuni pezzi. Forse l'emozione era data anche dal periodo che ci siamo trovati ad affrontare: dieci compagni in carcere con l'accusa di associazione sovversiva con finalita' di terrorismo. Il concerto tra le altre cose era per raccogliere soldi per le spese legali, ed anche se l'entrata era gratuita tantissimi hanno dato quello che avevano. E poi, la festa... anche se con la mente rivolta a chi alla festa non poteva partecipare.
Italia. Finalmente anche i sardi immigrati potranno godere del loro ritorno. A giugno infatti sara' la volta di Pisa e Firenze, rispettivamente 22 e 23, mentre ad ottobre dovrebbero essere ospiti del Centro Sociale Askatasuna a Torino (salvo imprevisti). Insomma, che dire.. spargiamo la voce per preparargli una degna accoglienza. Ovviamente il ricavato sara' interamente devoluto ad a Manca pro s'Indipendentzia ed alle spese legali che devono affrontare i compagni (ancora sotto provvedimenti restrittivi). Per informazioni sui concerti visitate il sito degli immigrati sardi di Pisa "Sardigna Ruja" http://www.sardignaruja.altervista.org/ .
Inoltre vi ricordo che dei 10 compagni arrestati l'11 luglio uno e' completamente libero e non piu' indagato, 8 sono ai domiciliari, e una compagna invece e' libera da provvedimenti restrittivi. Si trovano invece ancora in carcere, da piu' di un anno, i tre compagni arrestati a Nuoro, accusati di un attentato ad una sede di Alleanza Nazionale; un anno di provvedimenti cautelari e di vessazioni che i tre compagni sono costretti a subire a causa della repressione dello stato e del silenzio assordante che e' stato calato sulla loro vicenda.
Vi lascio con una piccola strofa che qualcuno potrebbe continuare...
stobados | 21 Maggio, 2007 00:18
Parola per parola ecco il discorso del nostro leader maximo di Kasteddu, durante i riti per la festa del patrono:
...
"Non è una giornata da dimenticare, perchè sicuramente Sant'Efisio ci sta affianco e ci fà bene e non male. Bisogna pensarci più vicino perchè la storia di Sant'Efisio e a lungo da termine parla della terra di.. di un colore che noi ci teniamo abbastanza buono. Il buono della sua religione è di un cavaliere che potrebbe essere cavaliere per noi, sentiamo tutto quello che c'è all'interno, perchè noi fra i sardi il sentimento è um... è umorismo che teniamo religiosamente, veramente... fss.. con grande cuore e quando il momento. S'Efisio mi fai emozionare però non vogliono dire le parole che ho detto prima son per del male, perchè la gente sia affianco perchè quanto più affianco è un sentimento che ci tu porti tu sanamente, per il lavoro e per la
salute in alto."
...
Sono un kasteddaio che tifa kasteddu, mica come quei sassaresi che quando c'e' Cagliari - Juve vanno nella curva ospite. Sono cresciuto politicamente da pizza '74; tra una birra e l'altra, un amore e l'altro (quello per il cagliari ovviamente) ho trovato anche lo spazio per studiare e finire le superiori. Ora studio a Torino, e tra l'unico amore e i cortei cerco anche di dare qualche esame, sperando un giorno di laurearmi. Nel frattempo scrivo, ora che non c'e' piu' indymedia ho bisogno di scrivere e sfogarmi, e ho deciso di farlo qui. Ok, la messa e' finita, andate in pace.
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