The-stobados

Sulle cariche al presidio antifascista di Palazzo Nuovo e sulla liberta' di parola.

stobados | 21 Giugno, 2007 11:47

Premessa: questo di seguito e' un commento che mi e' stato lasciato nel post sulle cariche al presidio antifascista. E' di uno dei ragazzi, non so se di uni-libera o dell'Unione degli Universitari (UDU), che aveva organizzato l'incontro della presentazione delle liste presenti alle elezioni dell'Universita' di Torino, alla quale avrebbe dovuto partecipare anche il FUAN. La presentazione era la sera del 14 maggio, esattamente il giorno che il presidio antifascista fu caricato.

Commento: Sono uno degli studenti che aveva organizzato l'incontro di pressentazione delle liste che si sarebbe dovuto svolgere nel pomeriggio. Voglio fare alcuni appunti:1)Tagli ogni cosa con il coltello, ma sei realmente sicuro di sapere chi siano gli eroi e chi i "mostri fascisti". E poi: abbiamo davvero ancora bisogno di eroi?2)Purtoppo nella futile e stanca democrazia che abbiamo - sistema genbeticamente imperfetto, certo, ma trovamene tu uno più auspicabile... - il fine non giustifica i mezzi. Ergo non possiamo farci giustizia da soli. Fai così e, oltre i diversi fini, non c'è più differenza tra fascismo e antifascismo. Fai così e legittimi la violenza - fisica e non - dei fascisti. Fai così e offendi lo stesso antifascismo. Che non è quello del '48, quella era una situazione limite, diversa dall'attuale. L'antifascismo non è sempre uguale.3)L'azione di protesta era volta al bene comune: i fascisti non devono entrare nell'uni e questo è meglio per tutti. Ok, ma poi mi viene da pensare agli studenti che volevano sentire la conferenza, il contraddittorio che si sarebbe creato, e ne avevano il diritto. Cari antifascisti, avete leso anche i diritti degli studenti nella vostra crociata, non dimenticatelo.E sono certo che gli stessi studenti non avrebbero impiegato molto a capire chi era il fuan e fischiarlo. E sono certo che gli studenti (e non dire che gli studenti erano quelli che hanno manifestato. Quella era solo una, anche esigua, parte...) non hanno bisogno di nessuno che parli e agisca per loro, ma hanno bisogno di strumenti di confronto. Che gli sono stati puntualmente negati.Come dici tu i giornali sono di parte, le istituzioni corrotte. Quindi che fare?Prima della sospensione della conferenza ho parlato con alcuni dei collettivi e dai modi e dai toni,non ero più tanto sicuro chi fosse il fascista. Ho sempre più paura che l'antifascismo stia diventando un gioco. Non è più bandiera da portare fieri, ma una dentro cui nascondersi. Un qualcosa che giustifica ogni nefandezza.Con sincerita,Un antifascista. P.s. spero di non essere censurato...:)

Risposta: Caro sincero Antifascista, non solo non ti censuro ma addirittura ti concedo ampio risalto (anche se sono un brutto e cattivo autonomo). Noto con stupore la difficolta' che incontra uno studente universitario nel criticare le tesi, le opinioni e le pratiche di un'altra persona o di un gruppo. Mia cugina di 16 anni ha un senso crito molto piu' profondo, meno ingenuo e superficiale del tuo. Io non credo di essere un genio, ma confrontarmi con critiche di questa mole mi fa sembrare piu' di quello che sono. Nel tuo commento ti riferisci ad un episodio accaduto nell'atrio di palazzo nuovo il 14 maggio. Quel giorno l'universita' vedeva contrapposti, come e' sempre successo nella storia politca italiana del 1900, da una parte i fascisti e dall'altra parte dei celerini, che davano le spalle ai fasci, gli antifascisti. Gli antifascisti non sono eroi, sono cittadini dello stato italiano, con delle idee e dei valori ben precisi che non sono solo ed esclusivamente opposizione al fascismo. I fascisti non sono dei mostri in se, bensì dei cittadini come tanti altri ma con velori e pratiche ben precise che li distinguono dalle altre persone. L'antifascista va contro queste idee e queste pratiche, perche' sono l'opposto dei suoi valori. L'antifascista non va a spasso con il fascista a discutere di politica, non discute con lui se sono giuste o meno le ronde per pestare gli immigrati, se e' giusto o meno che Priebke possa usufruire della liberta', se lo sterminio di milioni di vite, tra cui ebrei, zingari, omosessuali, comunisti, anarchici, dissidenti e tanti altri, sia realmente accaduto. Probabilmente se succedesse una cosa del genere l'antifascista avrebbe un collasso e morirebbe. Lo ammetto, io e la liberta' di parola non andiamo sempre d'accordo, quando vedo il molto poco onorevole Borghezio questo rapporto se ne va a farsi benedire. E' come una reazione chimica, se so che ho davanti a me una persona che la notte va a bruciare le case della povera gente, che spruzza disinfettante dove si sono seduti gli immigrati... beh scatta quella scintilla che mi fa diventare particolarmente rosso e poco piacevole da vedere. Penso che la liberta' di parola sia un'arma che viene usata nella VOSTRA democrazia quando piu' fa comodo, se porta vantaggi viene lasciata usare, se porta svantaggi la si nega, a seconda delle situazioni e non a prescinedere. Noi antifascisti siamo coerenti almeno da questo punto di vista. La liberta' di parola ai fascisti la negheremo sempre. La negheremo ai fascisti, ai costruttori di basi militari, ai portatori di pace con gli elicotteri mangusta, ai costruttori di ponti sullo stretto, di treni ad alta velocita', ai mafiosi e agli stupratori. Noi con questa gente non ci vogliamo avere nulla a che fare, non ci faremo presentazioni di liste o tavoli per la decisione di tracciati, osservatori ecologici, economici, o la conta dei morti civili in guerra. Non ci vogliamo avere nulla a che fare, e soprattutto li contesteremo, li bloccheremo, gli negheremo agibilita' politica, fino a quando i nostri valori saranno quelli di uguaglianza, liberta', dignita'.

Lo facciamo per coerenza nei nostri valori, per le migliaia di oppressi morti durante la guerra di liberazione e durante le piccole e le grandi lotte di dignita' e uguaglianza.

Tutto il resto e' aria fritta e fuffa per gatti. 

 
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