stobados | 26 Novembre, 2007 16:09
Cagliari. Il 9 e il 10 dicembre si svolgera' in Sardegna il D10, il vertice dei ministri della difesa di Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania. Temi del vertice saranno “sicurezza”, “cooperazione militare” e “emergenza immigrazione”.
Cagliari in quiei giorni sara' una citta' blindata, come lo era Genova nel 2001 e le altre citta' che hanno ospitato vertici di questo livello. E' gia' scattato infatti il piano di sicurezza che vede blindato il quartiere castello, dove si svolgera' il vertice, e la zona di piazza San Giovanni, dove sorge il T hotel affitato per una settimana dalle delegazioni. Per renderci conto delle misure di sicurezza messe in atto basti immaginare che chi vive nelle aree interessate dal vertice non potra' far ritorno nella propria abitazione se non si sara' fatto schedare entro l'inizio dei lavori del vertice. Inoltre negli ultimi anni il movimento sardo, persino il cagliari social forum, e' stato preso di mira dalla repressione in maniera non paragonabile al resto della penisola. Gli ultimi arresti sono stati compiuti l'11 Luglio del 2006 ed hanno avuto come obbiettivo il movimento indipendentista sardo, in particolare si e' cercato di decapitare l'organizzazione “a Manca pro s'Indipendentzia”; nell'ambito dell'indagine su degli attentati compiuti fra il 2003 e il 2006, furono eseguiti 10 arresti e piu' di 50 perquisizioni in giro per la Sardegna.
Mari? Proceddu? Binu? Macche' solo polizia e telecamere, tutto sommato non un gran biglietto da visita, ma anche una delle poche cose che puo' offrire la Sardegna vista da dentro.
Poi c'e' l'aspetto piu' prettamente politico del vertice, ovvero i temi su cui verte l'evento. Il D10 si svolgera' in una delle terre che piu' e' stata interessata dai flussi migratori. Le coste sarde hanno visto migliaia di partenze caratterizzate da immense difficolta', in primis pregiudizi e razzismo, aspetti che accomunano i migranti di ogni parte del mondo. E' per questo che il vertice, proprio per dove verra' svolto, e' considerato un'infamia alla storia del popolo sardo. Il 9 e 10 ci saranno dieci personaggi che parleranno di flussi migratori e di strategie comuni per arginare lo sbarco di disperati sulle nostre coste. Non si affrontera' il tema cercando le cause di questo fenomeno, ma si organizzera' esculivamente il miglior modo per fermarlo, muri da erigere o pattugliamento delle coste di partenza e di arrivo, l'unico approccio ai problemi che i potenti riescono ad avere: repressione. Legato all'emergenza immigrazione e' anche il tema della “sicurezza”, entrato prepotentemente nell'agenda politica italiana, prima con il centro-destra, ora fatto proprio anche dal centro-sinistra.
E' evidente pero' che i padroni del mondo utilizzano termini con accezioni completamente diverse da quelle della gente comune. Per uno studente che ha appena finito gli studi, sicurezza puo' voler dire la certezza di un posto di lavoro non precario con un salario adeguato; per un pensionato la sicurezza e' riuscire ad arrivare alla fine del mese con una pensione adeguata alle proprie esigenze; per un abitante di Quirra (localita' dell'est Sardegna, dove e' presente un poligono militare interforze) non avere il problema di andare ogni mese in ospedale a controllare che a causa dell'uranio impoverito utilizzato nelle esercitazioni militari venga riscontrato un tumore. Non si parlera' di queste accezioni del termine “sicurezza”, bensi' della sicurezza legata al conflitto che ogni giorno dilaga a partire dagli strati piu' marginali della societa', stadi e periferie, fino ad arrivare alle lotte che stanno caratterizzando la vita politica italiana degli ultimi anni, come tav e dal molin.
Lo scontro che ci sara' a Cagliari il 9 e 10 sara' su due visioni completamente differenti e divergenti del mondo, se da un parte ci sara' una cena di gala ultra-lussuosa per i partecipanti al vertice, dall'altra verra organizzata per strada, tra la gente, una enorme cena popolare; se da un parte ci sara' una discussione fra dieci personaggi che prendera' decisioni sulla testa di milioni di persone, dall'altra ci saranno centinaia di individui che parleranno dell'incertezza in cui vivono quelli che stanno al primo gradino della piramide sociale.
Da una parte sos disterraus (i senza terra, gli immigrati), dall'altra sos meres (i padroni).
Con Carlo nel cuore, aspettando il G8 nell'isola di La Maddalena.
Sito organizzatori no-D10: http://nod10.zaxo.it/
Sito con articoli e interviste dal controvertice: http://www.infoaut.org/news.php?id=843
stobados | 19 Novembre, 2007 17:14
stobados | 10 Novembre, 2007 13:02
Un piccolo pensiero personale, un ricordo di quello che e' stato per me Genova 2001, il motivo per cui il 17 tornero' a Genova.
Quando sono andato a Genova non avevo ancora compiuto 17 anni, sono andato con mio padre perche' da solo non mi volevano mandare. Mio padre, dall'alto della sua esperienza politica ma soprattutto sollecitato da mia madre rimasta con l'ansia a casa, il secondo giorno, ovvero il giorno dei cortei per piazze tematiche e per blocchi affini, mi dice: < vieni con me, ti porto dove non succederanno casini>. Finiamo in piazza Manin, con Legambiente, Rete Lilliput e Manitese, il corteo dei non-violenti. Le donne che ho visto piangere li, le donne che ho visto sanguinare pestate dai poliziotti non le dimentichero' mai. Non dimentichero' mai quella discesa verso piazzale Kennedy dopo l'assedio simbolico alla zona rossa quando abbiamo saputo della morte di Carlo, il cuore che ti si chiude e l'impossibilita' di bloccare le lacrime.
In quei giorni ho covato un odio tremendo verso le forze dell'ordine, polizia, carabineri e guardia di finanza. Questi personaggi a Genova hanno fatto quello che fanno tutti i giorni dell'anno, solamente in maniera concentrata e con un atteggiamento piu' irreprensibile del solito. E questo perche'? Per difendere otto personaggi che a loro volta difendono cio' che per miliardi di persone significa fame e sfruttamento: il capitalismo. Sembra retorica ma e' esattamente quello che fanno tutti i giorni dell'anno, in ogni parte del globo, dall'Italia alla Cina. Andare a Genova non e' soltanto ribadire il nostro rifiuto alla politica di sfruttamento e di oppressione, non si tratta solo di salvare i 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio da una galera che non e' mai giusta, ma anche di respingere la paura che ha assediato molte persone ed il movimento, e che ci ha portato a scannarci fra di noi cercando di fare distinzioni fra chi si meritava le botte, chi la morte e chi invece aveva il diritto di manifestare. Si tratta di avere la capacita' di capire che se la polizia ha attaccato indistintamente tutte e tutti noi che eravamo li a Genova, era per tapparci la bocca, non di certo per due vetrine spaccate.
Questo e' il motivo per cui sabato 17 saro' a Genova con chi vuole scacciare questa paura e con chi porta carlo nel cuore.
Partenza da Torino alle ore 11 dalla stazione di Porta Nuova, 10 € a/r. I biglietti si possono trovare nell'atrio di Palazzo Nuovo tra le 10 e le 18 fino a venerdi'.
Giovedì 15 verra proiettato in loop nell'atrio di Palazzo Nuovo il documentario O.P. (sulla gestione dell'ordine pubblico a Genova ) dalle 10.30 in poi.
Altre fonti: http://www.infoaut.org/news.php?id=760
www.supportolegale.org
stobados | 06 Novembre, 2007 11:51
Sono un kasteddaio che tifa kasteddu, mica come quei sassaresi che quando c'e' Cagliari - Juve vanno nella curva ospite. Sono cresciuto politicamente da pizza '74; tra una birra e l'altra, un amore e l'altro (quello per il cagliari ovviamente) ho trovato anche lo spazio per studiare e finire le superiori. Ora studio a Torino, e tra l'unico amore e i cortei cerco anche di dare qualche esame, sperando un giorno di laurearmi. Nel frattempo scrivo, ora che non c'e' piu' indymedia ho bisogno di scrivere e sfogarmi, e ho deciso di farlo qui. Ok, la messa e' finita, andate in pace.
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