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[Cagliari D10] Documento dell'assemblea sarda contro il D10 e cartello delle adesioni (8, 9 e 10 Dicembre)

stobados | 07 Dicembre, 2007 15:34

SEUS TOTUS DISTERRAUS!!!

A FORAS SU D 10!

immagine del T-hotel, albergo superlussuoso dove verranno ospitati i ministri della difesa del medterraneo. Il D10 è un vertice internazionale che riunisce i Ministri della Difesa di Italia, Francia, Spagna, Marocco, Mauritania, Portogallo, Tunisia, Libia, Malta ed Algeria, e che discute ufficialmente di “pace”, “sicurezza”, “cooperazione militare”, “peace keeping” e “immigrazione clandestina”. Il prossimo D10 si terrà a Cagliari, il 9 e 10 dicembre prossimi; i “lavori” si svolgeranno presso il T-hotel, zona piazza Giovanni, e avranno termine con una cena di gala il 10 sera al Palazzo Viceregio nel quartiere di Castello. Per l’occasione il quartiere che circonda l’hotel diventerà una vera e propria “zona rossa”.

RIFIUTIAMO IL D 10 PERCHÉ:

§ Un fenomeno sociale come quello dell’immigrazione non può essere affrontato dai responsabili delle forze armate.

§ È facile essere considerati clandestini se non si è nati in un paese “occidentale” e si ha la necessità, o la semplice voglia, di varcare i confini del proprio stato.

§ Gli stati occidentali attraverso l’attività criminale delle grandi multinazionali del petrolio, dei diamanti, delle tecnologie, dell’abbigliamento, ecc…, prima conducono interi paesi al collasso e poi si lamentano sfacciatamente di essere invasi dai nativi delle loro conquiste.

§ L’immigrazione viene sbandierata come un “problema” o come una “emergenza” col solo fine di intaccare i diritti sindacali, di trovare scusanti al ribasso dei salari e di giustificare una ancora più oppressiva presenza di militari e polizia nei nostri quartieri, nelle nostre strade, nei nostri paesi sempre meno popolati di civili ma sempre più ricchi di caserme di carabinieri e polizia.

§ Lanciare una campagna di odio e di repressione militare contro i fenomeni migratori proprio in Sardigna non può che essere considerata come una provocazione. Quello sardo, infatti, è un popolo di emigrati; non solo in passato ma anche oggi centinaia di migliaia di sardi abbandonano le proprie case, lasciano la loro terra per cercare lavoro in Italia o nel mondo. I lavoratori sardi sanno bene cosa significhi lavorare per due soldi, lontano da casa, circondati da un clima di diffidenza e sanno come ci si possa sentire a dover per questo motivo accettare ogni tipo di compromesso per sopravvivere.

§ I D 10 discuteranno di “peace keeping”, in una terra la cui superficie terrestre, marittima ed aerea è quasi integralmente occupata da basi militari e poligoni di tiro, in cui quasi ogni mese hanno luogo i giochi di guerra delle potenze militari imperialiste. È un affronto che, proprio in una terra dove la gente muore di leucemie e melanomi causati da tali sperimentazioni, i diretti responsabili di questa situazione decidano di riunirsi e festeggiare con tanto di cena di gala alla faccia dei sardi!

Rifiutiamo di considerare i migranti come nemici, rifiutiamo la loro segregazione nei nuovo lager chiamati Centri di Permanenza Temporanea, rifiutiamo il loro sfruttamento sul lavoro e la funzionale condizione di clandestinità alla quale sono condannati. Rifiutiamo di essere costretti ad emigrare, rifiutiamo la privazione della nostra lingua e della nostra cultura, rifiutiamo l’occupazione militare della nostra terra, e rifiutiamo la tendenza dei governi italiani ad adibire la Sardigna a cortile interno per gli ospiti internazionali, oggi il D 10, domani il G 8. vogliamo libertà di movimento, diritti sociali e sindacali, diritto all’autodeterminazione, diritto alla lingua ed alla cultura per tutti i popoli oppressi!

ASSEMBLEA SARDA CONTRO IL D 10

 (Continua)

 
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