stobados | 27 Maggio, 2008 17:31
Verso le 13.00 di questo pomeriggio è avvenuta,
all’entrata dell’Università La Sapienza, un’aggressione da parte di un
gruppo di neonazisti nei confronti di alcuni studenti che stavano
attaccando dei manifesti per promuovere un’assemblea, prevista per oggi
pomeriggio, in risposta all’annunciata presenza di Roberto Fiore alla
Facoltà di Lettere.
A seguito dell’aggressione, compiuta con spranghe e catene, sono state interrotte le lezioni e si è istituito un presidio composto da molti studenti e docenti della Sapienza per denunciare pubblicamente l’accaduto. In questo momento sono tre i giovani, appartenenti ai collettivi antifascisti, ricoverati in ospedale.
Gli studenti dei collettivi antifascisti nei giorni scorsi si sono mobilitati contro la concessione del preside di Lettere allo svolgimento di un’iniziativa organizzata da una sigla universitaria legata a Forza Nuova riuscendo, attraverso l’occupazione della presidenza, a farne ritirare il permesso.
Di fronte ai fatti di oggi gli studenti chiedono le dimissioni del preside di Lettere Guido Pescosolido colpevole di aver dato agibilità politica a chi fa del razzismo, della violenza e delle aggressioni ai danni del diverso, del migrante, degli omosessuali la propria pratica politica.
La prima corrispondenza con Alioscia
[ audio ]
La conferenza stampa dal presidio in università
[ audio ]
"Siamo
qui per denunciare l’aggressione premeditata e di stampo squadristico
compiuta da Forza Nuova nei confronti degli studenti di questa facoltà.
Giovedì mattina è importante dare una risposta collettiva
dell’università nei confronti di questa gente. Ribadiamo gli
appuntamenti politici già lanciati e riteniamo gravissima la
responsabilità del Preside di Lettere di cui chiediamo le dimissioni..."
Prossimi appuntamenti:
Assemblea pubblica - mercoledì 28, ore 11, presso la Facoltà di Lettere
Presidio - giovedì 29, dalle ore 8:30, Università La Sapienza
stobados | 27 Maggio, 2008 14:28
L'Università La Sapienza teatro questa mattina di scontri tra
studenti di diverse fazioni politiche.
Sono tre i feriti, che si trovano attualmente presso il Pronto
Soccorso del Policlinico Umbero I. Hanno riportato ferite e lesioni
"non gravi" valutati dai medici del nosocomio romano come codici
gialli. Uno ha una spalla rotta, mentre gli altri due presentano
ferite alla testa.
In attesa di riscontri, c'è il racconto dei testimoni a
ricostruire quanto accaduto in via Cesare De Lollis. "Stavamo
facendo attacchinaggio per coprire i manifesti sul convegno sulle
foibe affissi da Forza Nuova questa notte intorno all'università,
quando sono arrivate 3 o 4 macchine: hanno aperto gli sportelli e
preso cinghie uncinate, spranghe e bastoni per aggredirci. Abbiamo
cercato di respingerli ma eravamo a mani nude". Uno degli
aggressori è stato prelevato dalla polizia, "ma gli altri sono
scappati", racconta Carlo, un ragazzo coinvolto
nell'aggressione.
Lo scontro di questa mattina a San Lorenzo "è stata un'aggressione
premeditata da parte dei fascisti di forza nuova", riferiscono
alcuni esponenti del coordinamento dei collettivi universitari,
coinvolti negli scontri.
"Erano in cinque, di 30-40 anni - racconta un altro testimone -
sicuramente non studenti ma appartenenti a Forza Nuova". "Sono
arrivati con tre macchine - ha spiegato ancora il testimone, che
vuole rimanere anonimo -. Con due auto hanno bloccato il traffico
e, dalla terza, sono scesi con spranghe di ferro, bastoni e catene
e ci hanno attaccati alle spalle".
Così gli studenti di lettere hanno organizzato un corteo per le
stradine della città universitaria, per chiedere "le dimissioni
immediate del preside di lettere Guido Pescosolido, che si è reso
responsabile politicamente di aver dato voce ad una organizzazione
eversiva, fascista e xenofoba come forza nuova". E' stata questa la
reazione più immediata presa dall'assemblea degli studenti.
Fonte: La Repubblica
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/pestaggio-nazi-roma/scontri-universita/scontri-universita.html
stobados | 26 Maggio, 2008 19:17
Ma chi ha detto che non c'e' - Gianfranco Manfredi
MA CHI HA DETTO CHE NON
C'E'
Sta nel fondo dei tuoi occhi
Sulla punta delle labbra,
sta nel corpo risvegliato
nella fine del peccato
Nella curva dei tuoi fianchi
Nel calore del tuo seno
Nel profondo del tuo ventre
Nell'attendere il mattino.
Sta nel sogno realizzato,
sta nel mitra lucidato.
Nella gioia e nella rabbia,
nel distruggere la gabbia
Nella morte della scuola, nel rifiuto del lavoro
Nella fabbrica deserta, nella casa senza porta
Sta nell'immaginazione, nella musica sull'erba,
sta nella provocazione, nel lavoro della talpa,
nella storia del futuro , nel presente senza storia,
nei momenti di ubriachezza, negli istanti di memoria.
Sta nel nero della pelle, nella festa collettiva,
sta nel prendersi la merce,
sta nel prendersi la mano, nel tirare i sampietrini,
nell'incendio di Milano,
nelle spranghe sui fascisti nelle pietre sui gipponi
Sta nei sogni dei teppisti
e nei giochi dei bambini,
nel conoscersi del corpo,
nell'orgasmo della mente,
nella voglia piu' totale,
nel discorso trasparente.
Ma chi ha detto che non c'e'.
Sta nel fondo dei tuoi occhi
Ma chi ha detto che non c'e'.
Sulla punta delle labbra
Ma chi ha detto che non c'e'.
Sta nel mitra lucidato
Ma chi ha detto che non c'e'.
Nella fine dello Stato
C'e', si' c'e'
Ma chi ha detto che non c'e'.
stobados | 25 Maggio, 2008 12:36
TORINO
- Per indicare il punto esatto in cui è successo, i ragazzi magrebini
dietro alle sbarre, passandosi un telefonino di mano in mano, spiegano:
"Zona rossa, cella numero 2". Lì, ieri mattina alle 8, è stato trovato
morto Hassan Nejl, nato Casablanca il 27 marzo 1970, trattenuto da
dieci giorni al Cpt con un decreto di espulsione firmato dal questore
di Padova. "Era nel suo letto con la schiuma alla bocca - raccontano -
abbiamo urlato tutta la notte per chiamare i soccorsi, ma non è venuto
nessuno. L'hanno trattato come un cane". stobados | 24 Maggio, 2008 14:42

Napoli, 24 mag. (Apcom) - Stiamo vivendo una vera e propria "emergenza democratica". Così l'ex presidente della commissione Ambiente al Senato, Tommaso Sodano, raggiunto telefonicamente da Apcom, commenta i fatti che si stanno verificando in queste ore nel quartiere napoletano di Chiaiano.
"Sto ragggiungendo Chiaiano per verificare di persona quanto sta accadendo. Non è questa la strada, non è con l'uso della forza che si trovano soluzioni per uscire dall'emergenza rifiuti - dice - abbiamo un ragazzo ferito gravemente e pare una donna incinta che ha perso il suo bambino. E' una situazione insostenibile".
L'ex senatore del Prc difende poi le richieste avanzate dalle popolazioni: "I manifestanti chiedono soltanto che vengano offerte delle certezze sul rischio inquinamento della falde dal momento che, soprattutto a Chiaiano, esistono realtà agricole ed economiche rilevanti. Sono anni che si utilizzano le emergenze per ricorrere a provvedimenti non accettati dalla popolazione". Sodano si riferisce all'apertura del cantiere del termovalorizzatore ad Acerra, della riapertura della discarica di Ariano Irpino ed anche di quanto accaduto a Serre, comune del salernitano.
Nessuna parola di apprezzamento, poi, per il neosottosegretario ai Rifiuti Guido Bertolaso: "E' inaccettabile che dica che la situazione attuale è peggiore di quella dello scorso anno quando, fin dal 2004, direttamente o indirettamente si è interessato del problema rifiuti in Campania". "Se si continua a usare la forza vorrà realmente dire - conclude - siamo veramente fuori strada".
http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/05_maggio/24/rifiuti_sodano_in_atto_emergenza_democratica,14914787.html
Sono un kasteddaio che tifa kasteddu, mica come quei sassaresi che quando c'e' Cagliari - Juve vanno nella curva ospite. Sono cresciuto politicamente da pizza '74; tra una birra e l'altra, un amore e l'altro (quello per il cagliari ovviamente) ho trovato anche lo spazio per studiare e finire le superiori. Ora studio a Torino, e tra l'unico amore e i cortei cerco anche di dare qualche esame, sperando un giorno di laurearmi. Nel frattempo scrivo, ora che non c'e' piu' indymedia ho bisogno di scrivere e sfogarmi, e ho deciso di farlo qui. Ok, la messa e' finita, andate in pace.
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