The-stobados

Ripascimento del Poetto: condannato Zirone

stobados | 05 Luglio, 2008 14:38

Ogni tanto arrivano notizie decenti, anche se a queste persone io avrei fatto molto peggio. Ecco i devastatori della nostra amata spiaggia che fine fanno. E c'e' chi per molto meno si fa dieci, quindici anni. Questa si che e' una associazione eversiva. Ma Balletto? Che fine ha fatto?

   Di seguito l'articolo dell'unione sarda

Sentenze del processo per il ripascimento eseguito nella primavera del 2002: due anni e otto mesi all'ex assessore. Sono stati condannati anche Salvatore Pistis e Andrea Gardu a tre anni, Lorenzo Mulas e Piergiorgio Baita a due, Andrea Atzeni, Giovanni Serra e Paolo Orrù e un anno e quattro mesi

Tre anni a Salvatore Pistis e Andrea Gardu, 2 anni e 8 mesi per l'ex assessore provinciale ai lavori pubblici, Renzo Zirone. E' questa la sentenza del processo per il ripascimento del Poetto, eseguito nella primavera del 2002. Condanne anche per il responsabile del procedimento, Lorenzo Mulas, e il presidente dell'Ati Mantovani-Sidra-Gavassino, Piergiorgio Baita (2 anni), Andrea Atzeni, Giovanni Serra e Paolo Orrù (1 anno e 4 mesi), componenti della commissione di monitoraggio nominata dalla Provincia. Assolti il dipendente della ditta Sidra che si occupava della draga che sparò in pochi giorni sul Poetto tonnellate di sabbia grigia, e Antonello Gellon, un altro geologo della commissione di monitoraggio.

fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com/in_s ... ntId=31296

Raffaele Arzu, bandito.

stobados | 03 Luglio, 2008 11:05

Noi tifiamo per lui.

Da  ilgiornale.it

Bologna - Assalto al portavalori. Di notte. I banditi scendono, sono una decina anche questa volta, sulla A14, vicino a Bologna, dopo il calare del buio. Colpi di kalashnikov contro il furgone blindato e l'auto della scorta, una macchina in fiamme a bloccare il traffico. Ma la gabbia all'interno del portavalori regge. I banditi si accontentano di un milione di euro sparso sul cassone e scappano su due auto ritrovate bruciate poco lontano.

Autostrada bloccata Ancora stamattina per cinque chilometri di autostrada, la circolazione del traffico subisce forti condizionamenti tra Imola e Bologna san Lazzaro, con una coda superiore agli otto chilometri in direzione del capoluogo emiliano, nonostante gli accorgimenti della società Autostrade. Sul posto ci sono ancora gli uomini della scientifica che stanno cercando qualche indizio in più per risalire alla banda.

Analogie L'attacco sembra molto simile a quello compiuto il 9 giugno sulla A4, tra Brescia e Milano. Anche in quel caso i banditi sono una decina, usano kalashnikov, puntano un portavalori preciso (quello che trasporta i soldi degli incassi dei supermercati), usano la tecnica delle macchine incendiate. Ma in quel caso il colpo "funziona": un milione di euro. E dei banditi nessuna traccia. Ieri notte il secondo colpo, più di un indizio fa pensare alla stessa banda.

L'agguato A mezzanotte il tratto di autostrada tra Castel San Pietro a Bologna sulla carreggiata nord della A14 era ancora chiuso per le indagini della squadra mobile. Secondo una prima ricostruzione ad agire sono stati circa dieci banditi che hanno dato fuoco a una Mercedes per bloccare l’autostrada, poco prima delle 21. Dopo la rapina sono scappati a bordo di due Lancia Thema e una Bmw che poco dopo hanno affiancato i due furgoni di "Coop Service" e "Battistolli" fermandoli nei pressi di Ozzano. Dopo aver esploso numerosi colpi d’arma da fuoco i malviventi hanno aperto con un flessibile il furgone Battistolli, hanno rapinato dei sacchi di denaro e sono scappati a piedi per i campi dopo aver dato alle fiamme le tre auto.

La banda Arzu Un commando di 10-12 uomini appartenenti alla banda di Raffaele Arzu, ventenne sardo considerato la primula rossa degli assalti ai furgoni portavalori e inserito nella lista dei trenta latitanti più pericolosi del Viminale. Un assalto, fanno notare le fonti, pianificato in ogni dettaglio e che, per le modalità di esecuzione fa pensare al gruppo di Arzu: il commando ha bloccato l’autostrada è ha assaltato il furgone con un flex, uno strumento dotato di una lama particolare per tagliare la carrozzeria blindata. Questa volta però il commando non ha incendiato le auto per bloccare il tratto di strada dove compiere l’assalto, ma ha minacciato con i mitra i viaggiatori che si trovavano su quel tratto di autostrada sequestrando le chiavi dei mezzi. I banditi sono poi scappati con due auto ritrovate dagli investigatori, bruciate, poco lontano.

Precedenti Al gruppo della primula rossa sarda, gli investigatori attribuiscono una serie di rapine tra l’Emilia Romagna, la Toscana e l’Umbria tra cui quella a Umbertide nel 2005 in cui fu ucciso un carabiniere, l’assalto del 7 gennaio di quest’anno a Massa Marittima in cui fu uccisa una guardia giurata e quello di Colle Val D’elsa del primo marzo che ha fruttato ai banditi 50mila euro.

 

 
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