The-stobados

[Sardegna G8 2009] Comunicato di a Manca pro s'Indipendentzia sulla notizia del G8 in Sardegna nell'isola di La Maddalena.

stobados | 15 Giugno, 2007 20:36

IL G8 IN SARDEGNA: Sinistra indipendentista sarda
ENNESIMA UMILIAZIONE COLONIALE!

Nella giornata di ieri il governo italiano ha diffuso, con grande enfasi e toni trionfalistici, la notizia che l’isola della Maddalena è stata scelta per ospitare l’edizione del 2009 del vertice del G8. Al diffondersi della notizia si è assistito al poco degno teatrino messo in mostra da tutta la classe politica sarda che ha reagito gioiosa già pregustando la possibilità di spartizione dei finanziamenti per la cosiddetta “messa a norma” dell’isola.

LA SCELTA DELLA SARDEGNA COME SEDE DEL PROSSIMO G8 RAPPRESENTA L’ENNESIMA UMILIAZIONE COLONIALE INFLITTA DALLO STATO ITALIANO AL POPOLO SARDO!!!

Ancora una volta risulta del tutto evidente come la Sardinnya rappresenti per lo stato italiano una colonia interna e come tale luogo adatto per “ospitare” i “rifiuti” che è meglio non tenere in casa. Dopo aver trasformato l’isola in una immensa base militare a cielo aperto e in una puzzolente pattumiera petrolchimica e con il progetto, tutt’ora in fase di definizione, per ristrutturare la dipendenza economica dell’isola trasformandola in grande immondezzaio (Termovalorizzatore di Ottana) e isola-carcere, arriva la notizia della scelta della Maddalena come sede del G8.

Noi non siamo affatto fieri di ospitare nella nostra terra i principali responsabili della situazione di povertà e di guerra perenne che opprime la stragrande maggioranza degli abitanti di questo pianeta; i responsabili delle stragi quotidianamente compiute su popolazioni inermi, in Irak, in Afghanistan, in Palestina, etc.; i responsabili della negazione del leggittimo diritto all’autodeterminazione per svariati Popoli.

Noi, a differenza della classe politica compradora, non gioiamo affatto per questa notizia perché abbiamo la piena consapevolezza di cosa significhi: la Sardinnya verrà trasformata in un unico e monolitico BUNKER in cui tutte le esigenze fondamentali (libertà di movimento, di riunione, di espressione delle proprie opinioni, etc.) saranno sacrificate in nome della sicurezza dei “grandi”.

Noi non accoglieremo né con gioia né con fierezza questi signori e ciò che rappresentano, ma dichiariamo che fin da ora inizieremo a lavorare per costruire le condizioni per impedire che possano svolgere i loro “sporchi affari” e che riteniamo questa occasione legittima per convogliare in Sardinnya i rappresentanti delle organizzazioni che si battono in Europa e nel bacino del mediterraneo per la Liberazione nazionale e l’autodeterminazione dei Popoli oppressi.

Cagliari, 15 giugno 2007

Ufficio Stampa a Manca pro s'Indipendentzia
Sede nazionale: via Aurelio Saffi 12 - Nuoro
Mail: mancaindipendentzia@libero.it
Mail: ufficiostampa@manca-indipendentzia.org

[Antifa Torino] Iniziative dei prossimi giorni per gli universitari antifascisti arrestati.

stobados | 15 Giugno, 2007 01:00

Confermati gli arresti domiciliari e le accuse di resistenza e lesioni personali, il movimento torinese si prepara per la campagna di liberazione di Davide, Marco e Fabio con due eventi.

15 giugno ore 18. A Palazzo Nuovo, in aula 11, si terra un'assemblea cittadina per fare il punto della situazione e decidere le contromisure da adottare.

16 giugno ore 17. Presidio alla prefettura di Torino, in piazza castello, per la liberazione dei compagni arrestati.

[Antifa Torino] Arresti domiciliari per il presidio antifascista del 15 Maggio.

stobados | 14 Giugno, 2007 08:49

Tre compagni del collettivo universitario autonomo sono stati oggi visitati dalle Digos di Torino per notificare l'avvio di provvedimenti cautelari nei loro confronti. I tre ragazzi sono agli arresti domiciliari anche se non so ancora con quali accuse. Il provvedimento si riferisce al giorno 15 Maggio in cui i fascisti del Fuan osarono mettere piede all'universita' di Torino. Il giorno si formo un presidio spontaneo e i fasci vennero aiutati dagli sbirri che successivamente caricarono gli studenti nell'atrio dell'Ateneo torinese. Tra i sicuri denunciati dovrebbero esserci anche dei militanti dei comunisti italiani.

Notizie piu' detagliate nel corso della gornata, ma se volete farvi un'idea passate verso le undici e mezza a Palazzo Nuovo. 

Qui il link all'articolo precedente sulle cariche nell'atrio di Palazzo Nuovo: http://the-stobados.noblogs.org/post/2007/05/14/torino-cariche-al-presidio-antifascista-all-universita-.

Aggiornamento: Fabio, Davide e Marco stamattina hanno ricevuto la visita della Digos nelle rispettive abitazioni. Sono state fatte le perquisizioni nelle loro camere e sono stati portati in questura. In questura sono stati loro notificati gli arresti domiciliari, e dopo essere stati trattenuti diverse ore sono stati rispediti a casa. E' stata fatta una conferenza stampa in rettorato ed ora si sta preparando la mobilitazione per la richiesta della liberazione dei compagni.

[Genova G8] Vicequestore aggiunto ritratta: alla Diaz ci fu massacro.

stobados | 13 Giugno, 2007 19:34

GENOVA - "Sembrava una macelleria messicana": è con queste parole che Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 del 2001 a Genova vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, descrive quello che vide al momento dell'irruzione nella scuola Diaz. Una descrizione ben diversa da quella che Fournier, uno dei 28 poliziotti imputati per la vicenda, fornì inizialmente. "Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza", ha confessato oggi in aula a Genova, rispondendo alle domande del pm Francesco Cardona Albini.

Nelle dichiarazioni rese inizialmente da Fournier ai pubblici ministeri Zucca e Cardona Albini, il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto.

"Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana".

"Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: 'basta basta' e cacciai via i poliziotti che picchiavano", ha raccontato ancora Fournier.

Sollecitato dalle domande del Pm Cardona Albini, ha aggiunto: "Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze".

Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei militi con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. "Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo".

Fournier però ha anche cercato di ridimensionare in parte le responsabilità dei poliziotti: "Sicuramente nella scuola c'erano persone che hanno fatto resistenza, issato barricate, per cui non mi sento di dare la patente di santità a tutti gli occupanti dell'istituto". "Non posso escludere in modo assoluto che qualche agente del mio reparto abbia picchiato", ha detto ancora.

In merito poi all'episodio del vice questore Troiani, il poliziotto che avrebbe portato le due bottiglie molotov nella scuola, come prova a carico dei 93 no global, poi arrestati, Fournier ha raccontato di aver visto il collega vicino alla camionetta con addosso il casco del Reparto Mobile di Roma. "Casco e cinturone del nostro reparto - ha spiegato - erano stati distribuiti in occasione del G8 anche ad altri reparti mobili".

(13 giugno 2007) fonte: http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/g8-genova/g8-genova/g8-genova.html

Considerazioni sul corteo No Bush No war

stobados | 11 Giugno, 2007 22:12

Spezzone area antagonista - 09 Giugno 2007 a Roma contro la visita di bush

"Un movimento spinge avanti sempre..."

Sabato e' rinato il movimento contro la guerra, o forse e' meglio dire che e' nato un movimento d'opposizione al governo amico. Il dato piu' significativo della giornata di sabato e' a mio avviso la schiacciante sproporzione delle forze in gioco nelle due piazze. Da una parte piazza del Popolo, dove si riunivano i partiti e il sindacato degli studenti, dall'altra il movimento sano e genuino, quello che ha un'idea e la porta avanti nonostante tutto attorno sembra vada da un'altra parte. Chi ha cambiato direzione , infatti, sono i partiti del centro sinistra, in particolare quelli che si autodefiniscono della sinistra radicale. Da pacifisti per convenienza durante il governo Berlusconi, a sostenitori della guerra "umanitaria" ora che sono al governo. Il movimento no. Il movimento non ha cambiato strada, continua a percorrerla senza sterzare, anzi rinsaldandosi e radicalizzandosi. Ne e' un esempio lo spezzone che voleva proseguire per corso VittorioCorteo devia il percorso - Roma 9 Giugno 2007 visita di Bush anzichè finire in piazza Navona, unito e determinato nonostante l'eterogeneita'. Ne e' un esempio il movimento No Dal Molin, sceso in massa a Roma. L'Italia sta attraversando una crisi di fiducia nella politica. Questa crisi Bertinotti la analizza bene, nonostante questo non ne sa trarre le conseguenze. Al concerto di piazza del Popolo saranno stati mille, e questa e' la conseguenza che ingenuamente Bertinotti non si aspettava. Crisi della fiducia nella politica e di conseguenza autodeterminazione e autorganizzazione; un esempio su tutti i No Tav della Val di Susa.

Infine da sottolineare la volonta' di non far ripartire i manifestanti nelle rispettive citta' con i Treni, militarizzando le stazioni, chiudendole anticipatamente e cercando di intimidire i manifestanti. Il movimento anche li ha risposto come si doveva rispondere ad una provocazione di questo tipo, riprendendosi cio' che gli spettava con la determinazione che compete a queste situazioni. Un saluto poi a quel ragazzo che e' stato colpito alla testa da dei conigli, probabilmente fasci, i quali con grande coraggio hanno lanciato un cartello stradale, dileguandosi in macchina.

 
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