The-stobados

Nazi Bride

stobados | 07 Luglio, 2008 23:21

I simpatici progressisti di Casa Pound cercano di entrare nel corteo del Gay Pride di Roma. Sfortunatamente per loro i "froci" non sono sempre gioiosi, a volte si incazzano anche loro. E Iannone e compani devono retrocedere e tornare sulo loro cammino. E dire che volevano solo andare ad un matrimoni.. (possibile che nei matrimoni dei fascisti ci siano sempre e solo maschietti? un po' di diversita! PER DIO!).

Enjoy the vision.

 


 

Ripascimento del Poetto: condannato Zirone

stobados | 05 Luglio, 2008 14:38

Ogni tanto arrivano notizie decenti, anche se a queste persone io avrei fatto molto peggio. Ecco i devastatori della nostra amata spiaggia che fine fanno. E c'e' chi per molto meno si fa dieci, quindici anni. Questa si che e' una associazione eversiva. Ma Balletto? Che fine ha fatto?

   Di seguito l'articolo dell'unione sarda

Sentenze del processo per il ripascimento eseguito nella primavera del 2002: due anni e otto mesi all'ex assessore. Sono stati condannati anche Salvatore Pistis e Andrea Gardu a tre anni, Lorenzo Mulas e Piergiorgio Baita a due, Andrea Atzeni, Giovanni Serra e Paolo Orrù e un anno e quattro mesi

Tre anni a Salvatore Pistis e Andrea Gardu, 2 anni e 8 mesi per l'ex assessore provinciale ai lavori pubblici, Renzo Zirone. E' questa la sentenza del processo per il ripascimento del Poetto, eseguito nella primavera del 2002. Condanne anche per il responsabile del procedimento, Lorenzo Mulas, e il presidente dell'Ati Mantovani-Sidra-Gavassino, Piergiorgio Baita (2 anni), Andrea Atzeni, Giovanni Serra e Paolo Orrù (1 anno e 4 mesi), componenti della commissione di monitoraggio nominata dalla Provincia. Assolti il dipendente della ditta Sidra che si occupava della draga che sparò in pochi giorni sul Poetto tonnellate di sabbia grigia, e Antonello Gellon, un altro geologo della commissione di monitoraggio.

fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com/in_s ... ntId=31296

Raffaele Arzu, bandito.

stobados | 03 Luglio, 2008 11:05

Noi tifiamo per lui.

Da  ilgiornale.it

Bologna - Assalto al portavalori. Di notte. I banditi scendono, sono una decina anche questa volta, sulla A14, vicino a Bologna, dopo il calare del buio. Colpi di kalashnikov contro il furgone blindato e l'auto della scorta, una macchina in fiamme a bloccare il traffico. Ma la gabbia all'interno del portavalori regge. I banditi si accontentano di un milione di euro sparso sul cassone e scappano su due auto ritrovate bruciate poco lontano.

Autostrada bloccata Ancora stamattina per cinque chilometri di autostrada, la circolazione del traffico subisce forti condizionamenti tra Imola e Bologna san Lazzaro, con una coda superiore agli otto chilometri in direzione del capoluogo emiliano, nonostante gli accorgimenti della società Autostrade. Sul posto ci sono ancora gli uomini della scientifica che stanno cercando qualche indizio in più per risalire alla banda.

Analogie L'attacco sembra molto simile a quello compiuto il 9 giugno sulla A4, tra Brescia e Milano. Anche in quel caso i banditi sono una decina, usano kalashnikov, puntano un portavalori preciso (quello che trasporta i soldi degli incassi dei supermercati), usano la tecnica delle macchine incendiate. Ma in quel caso il colpo "funziona": un milione di euro. E dei banditi nessuna traccia. Ieri notte il secondo colpo, più di un indizio fa pensare alla stessa banda.

L'agguato A mezzanotte il tratto di autostrada tra Castel San Pietro a Bologna sulla carreggiata nord della A14 era ancora chiuso per le indagini della squadra mobile. Secondo una prima ricostruzione ad agire sono stati circa dieci banditi che hanno dato fuoco a una Mercedes per bloccare l’autostrada, poco prima delle 21. Dopo la rapina sono scappati a bordo di due Lancia Thema e una Bmw che poco dopo hanno affiancato i due furgoni di "Coop Service" e "Battistolli" fermandoli nei pressi di Ozzano. Dopo aver esploso numerosi colpi d’arma da fuoco i malviventi hanno aperto con un flessibile il furgone Battistolli, hanno rapinato dei sacchi di denaro e sono scappati a piedi per i campi dopo aver dato alle fiamme le tre auto.

La banda Arzu Un commando di 10-12 uomini appartenenti alla banda di Raffaele Arzu, ventenne sardo considerato la primula rossa degli assalti ai furgoni portavalori e inserito nella lista dei trenta latitanti più pericolosi del Viminale. Un assalto, fanno notare le fonti, pianificato in ogni dettaglio e che, per le modalità di esecuzione fa pensare al gruppo di Arzu: il commando ha bloccato l’autostrada è ha assaltato il furgone con un flex, uno strumento dotato di una lama particolare per tagliare la carrozzeria blindata. Questa volta però il commando non ha incendiato le auto per bloccare il tratto di strada dove compiere l’assalto, ma ha minacciato con i mitra i viaggiatori che si trovavano su quel tratto di autostrada sequestrando le chiavi dei mezzi. I banditi sono poi scappati con due auto ritrovate dagli investigatori, bruciate, poco lontano.

Precedenti Al gruppo della primula rossa sarda, gli investigatori attribuiscono una serie di rapine tra l’Emilia Romagna, la Toscana e l’Umbria tra cui quella a Umbertide nel 2005 in cui fu ucciso un carabiniere, l’assalto del 7 gennaio di quest’anno a Massa Marittima in cui fu uccisa una guardia giurata e quello di Colle Val D’elsa del primo marzo che ha fruttato ai banditi 50mila euro.

 

[Quartu] Quaranta clandestini evadono dall’hotel Califfo

stobados | 27 Giugno, 2008 12:14

fonte lanuova

I fuggitivi facevano parte di un gruppo di 104 persone
che i carabinieri e la polizia avevano fermato nelle coste del sud dell’isola
Quartu, erano alloggiati provvisoriamente in albergo: riacciuffati ieri pomeriggio

QUARTU. Hanno aspettato che fosse notte fonda e forse anche il cambio di guardia tra agenti di polizia e carabinieri. Poi, approfittando della confusione, una quarantina di immigrati clandestini fermati nei giorni scorsi sulle coste meridionali della Sardegna e provvisoriamente alloggiati all’Hotel Califfo, sul litorale di Quartu, si sono allontanati in tutta fretta facendo perdere le proprie tracce. Un’evasione a tutti gli effetti, seppure da un albergo a «quattro stelle». Ma durata appena poche ore: le forze dell’ordine, che hanno setacciato tutta la campagna circostante, li hanno acciuffati quasi tutti nel tardo pomeriggio.
I clandestini che si sono dati alla macchia erano arrivati dall’Algeria e facevano parte di un gruppo di 104 clandestini che i carabinieri e la polizia avevano fermato lo scorso weekend nella zona di Teulada (per la precisione, gli ultimi dodici sono stati bloccati lunedì notte a Carloforte). E siccome il «Centro di prima accoglienza» di Elmas, inaugurato neanche un mese fa, è già pieno come un uovo, la prefettura non aveva potuto far altro che ospitarli in un hotel. Per l’occasione era stato scelto il Califfo, quattro stelle e quattro piani, piscina e impianti sportivi. Peccato che tutti questi servizi non fossero riservati agli ospiti senza permesso di soggiorno. Che infatti appena ne hanno avuto la possibilità se la sono data a gambe levate.
Pare - ma la polizia smentisce - che alcuni fuggitivi si siano calati dalla finestre come in film ambientato nel penitenzario di Sing Sing. Tutto per poi scappare passando per i terrazzi. Di più: secondo un’agenzia di stampa, un turista napoletano avrebbe raccontato addirittura di aver visto due ragazzi dalla pelle olivastra mentre armeggiavano nel terrazzo della sua camera. E che proprio a causa di questa «visione» sia stato costretto ad abbandonare l’albergo. Chissà.
Ciò che è certo, tuttavia, è che il Reparto immigrazione della questura, coordinato da Giacinto Matera, nel tardo pomeriggio è riuscito a bloccare buona parte dei fuggiaschi, a questo punto irrimediabilmente destinati all’immediata espulsione dall’Italia. E che dal Siap, il sindacato degli agenti di polizia, è partito l’ennesimo grido di dolore per quella che ormai viene considerata una situazione intollerabile. «L’arrivo degli immigrati - spiega il segretario generale per Cagliari, Massimo Zucconi Martelli - era nel conto da tempo e prevedeva un dispositivo di sicurezza già attivo e pronto a contrastare tale fenomeno, in maniera tale da affrontarlo seriamente in ogni suo aspetto, accoglienza e vigilanza degli stessi immigrati». Ma non sarebbe andata così. «Esatto - continua Zucconi Martelli - tanto è vero che la questura di Cagliari si trova in costante emergenza ed è impreparata e assolutamente priva di risorse umane da destinare al delicato compito di vigilanza e gestione degli immigrati clandestini».
Quello del sindacalista è un vero e proprio sfogo. «Il Centro di Elmas in pochi giorni ha raggiunto la capienza massima - spiega ancora - e i clandestini in esubero, spesso provenienti da nazioni in cui imperversa il terrorismo, sono stati ospitati come al solito in alcuni alberghi della costa. Ma noi siamo troppo pochi per unm compito così gravoso.
Basti pensare che sinora a intervenire sulle coste del Sulcis per bloccare i clandestini, ovvero a 70 chilometri da Cagliari, sono state chiamate le volanti dal capoluogo, assolutamente impreparate a affrontare un simile problema e non idoneamente equipaggiate con qualsivoglia dispositivo di protezione individuale per la salvaguardia della propria salute».

(25 giugno 2008)

Rage Against The Machines a Modena: -1

stobados | 12 Giugno, 2008 00:52

Ok, si sono rimessi assieme per i soldi, ok sono passati dieci anni, ok suonano in uno stadio da miliardi di persone che non ha contatto con il pubblico, ok che il biglietto costa tanto... ma vuoi mettere? (modalita' gaggio) Il gruppo per cui mi svenavo quando ero pischello e che non ho mai potuto vedere perche' ero fin troppo pischello?? Vuoi mettere arrivare a Modena alle 10 del mattino dopo aver preso il treno da Torino alle 6 ed essere gia' ubriachi??? Vuoi mettere scavalcare le gradinate numerate per andare sul prato e scaraventarsi verso le prime file???? Vuoi mettere slogarsi, per due volte in un mese, la caviglia ma continuare a cantare????? Beh domani saro' peggio di una ragazzina al concerto dei Backstreet Boys. Mi scenderanno le lacrime dalla gioia. Finalmente e' arrivato il giorno.

Dedicato a tutti quelli che hanno storto il naso quando gli ho chiesto se venivano anche loro, e che da pischelli si sono mangiati uno dopo l'altro tutti i loro album.

"Who controls the past now controls the future
Who controls the present now controls the past
Who controls the past now controls the future
Who controls the present now?


Now testify
"

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