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[Fiera del Libro] Lettera aperta a Ugo Volli.

stobados | 23 Febbraio, 2008 15:21

Prof. Volli,

lei ha dichiarato in più occasioni alla stampa di non poter accettare che il nostro collettivo diffonda all’Università “nella totale impunità” materiale critico nei confronti delle politiche di Israele. Ora ha chiesto pubblicamente al Rettore di impedirci di stampare e distribuire manifesti e volantini solidali con la causa palestinese. La motivazione è che si tratterebbe di materiale “antisemita”, che dietro al nostro sostegno per la resistenza palestinese si celerebbe l’idea di una “soluzione finale”, dell’uccisione di tutti gli ebrei.
Prof. Volli, è sicuro di rendersi conto di quello che dice?

Da quello che scrive si desume chiaramente che lei non ha mai letto ciò che scriviamo, e che le sue posizioni sono frutto di un’imbarazzante propensione al falso e alla calunnia. Dovrebbe sapere che l’antisemitismo è ostilità razzista o paranoico-cospirativa verso gli ebrei in quanto tali, mentre la critica delle politiche di Israele, delle sue istituzioni e dell’ideologia sionista può tranquillamente essere esente da qualsiasi connotazione di questo tipo. Se lei avesse ragione lo storico israeliano Ilan Pappè, che si dichiara antisionista, sarebbe un antisemita, come il poeta israeliano Aharon Shabtai, che ha aderito al boicottaggio del Salone del libro di Parigi perché dedicato a Israele. Egli ha scritto che “uno stato che ha in atto un’occupazione, che commette quotidianamente crimini contro i civili non merita di essere invitato a qualsiasi settimana culturale”. Il poeta ebreo Franco Fortini scrisse, nel condannare la repressione israeliana della prima Intifada: “Onoriamo chi resiste nella ragione e continua a distinguere fra politica israeliana ed ebraismo”.

Lei insegna una disciplina filosofica; dovrebbe allora rendersi conto che le sue argomentazioni soffrono di almeno di due tipi di fallacia, da tempo chiarite dalla scienza logica. La prima si chiama ignoratio elenchi, e consiste nell’ignorare gli argomenti dell’opinione che si vuole contestare: lei non risponde sulle guerre di Israele, sul Muro, sull’embargo e sugli altri aspetti della politica di Israele che noi denunciamo; lei trascina altrove il discorso, disinteressandosi di ciò che di fatto scriviamo. La seconda somiglia alla cosiddetta fallacia dell’uomo di paglia, che consiste nel prendere di mira un’argomentazione che è simile a quella dell’avversario, ma in realtà non è la stessa: ma visto che le posizioni che lei ci attribuisce sono in realtà incommensurabilmente distanti dalle nostre, qualcuno potrebbe ribattezzare questa versione fallacia del pagliaccio.

E’ inoltre evidente che lei non ha la dignità politica necessaria a parlare della shoà. Ha scritto il filosofo ebreo Jacques Derrida: “La cosa peggiore ai miei occhi, dal punto di vista in cui mi trovo, è l’appropriazione e soprattutto la strumentalizzazione della memoria storica. E’ perfettamente possibile e necessario, senza che ciò comporti la minima forma di antisemitismo, denunciare questa strumentalizzazione, così come il calcolo puramente strategico – politico o di altro genere – che consiste nel servirsi dell’olocausto, utilizzandolo per questo o quel fine”. E quindi, oltre a Vattimo e d’Orsi, vorrebbe inserire anche Derrida nella sua lista dei “maestri di antisemitismo”?
A Palazzo Nuovo non ci sono manifestazioni fasciste, né circolano materiali razzisti. E sa perché? Perché le studentesse e gli studenti solidali con la causa palestinese hanno sempre impedito la diffusione di tali materiali e la manifestazione di quelle idee, anche a costo di usare la forza, di scontrarsi con la polizia nell’ateneo, di subire gli arresti e i processi. In quei casi non l’abbiamo vista sulle barricate.

Forse lei fraintende il suo ruolo di professore, pensando che consista nell’impedire agli studenti che non la pensano come lei di diffondere le proprie idee. Si metta il cuore in pace: noi continueremo a scrivere e a protestare per le condizioni di vita della popolazione palestinese, che le piaccia o no. Non sarà certo lei a impedircelo, né il Rettore, né la polizia se proverà a farlo, magari su suggerimento di gente come lei.
Quelli come lei giocano con argomenti delicati, e fanno la parte delle vittime sapendo di avere dalla propria parte il potere, le istituzioni e gli organi di stampa. Ma, sul piano morale, la sua disonestà intellettuale fa in ogni caso di lei un perdente. Dovrebbe considerare le cose con un po’ più di criterio e di umiltà, e rendersi conto che anche lei, come tutti – anche sugli ebrei e l’antisemitismo – ha ancora tanto da imparare.


Collettivo Universitario Autonomo -TORINO



infoaut.org

 


 

Commenti

antisemitism

giu | 23/02/2008, 17:10

http://sabbah.biz/...nti_Semitism_2_by_Latuff2.jpg

ciao
(saluto tutti quelli che mi conoscono)

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