Io odio.

Avete gia’ tolto tutto il toglibile, l’unica cosa che rimane e’ il nostro odio.

Odio il leghisti, non c’e’ molto da aggiungere su questo ma odio anche chi non si oppone a quello che fanno questi uomini. Ma forse diventera’ reato anche citare Gramsci quando diceva "odio gli indifferenti". Senza forse, in Italia puo’ succedere anche questo.

Odio chi impone le decisioni con la forza e la militarizzazione del territorio, ma amo i Valsusini e i Vicentini per la loro determinazione, la loro forza e il loro orgoglio.

Odio la polizia penitenziaria, perche’ so cosa vuol dire non poter dire "bah" quanto picchiano un detenuto o ammazzano uno dei tanti Cucchi, e odio chi si indigna se ci sono rivolte dentro quegli merde di edifici, perche’ l’aggettivo orrendo non e’ adatto a quel sostantivo.
Odio anche i poliziotti, perche’ sono stato a Genova nel 2001 avevo 17 anni e nessuno potra’ impedirmi di odiarli, perche’ la mia vita e la mia coscienza da quel giorno sono cambiate profondamente perche’ ho visto ho sentito e quello nessuno potra’ cancellarlo.
Odio i poliziotti che ogni volta che sgomberano un centro sociale occupato, spaccano tutto, pisciano sui letti e scrivono sui muri "w il duce", come all’Askatasuna a Torino il 1° Maggio del 99.

Odio i fascisti, i razzisti e i sessisti e provate a chiederlo agli omosessuali se rinuncerebbero al loro odio per queste persone, provatelo a chiedere a quella coppia di romani accoltellati fuori da un locale.

Odio i padroni, come quello che ha il bar davanti all’universita’ che sfrutta i suoi dipendenti nonostante si faccia i miliardi. 56 ore di lavoro alla settimana, di cui 15 di straordinario per mille euro al mese. Fatevi i conti, sono 4 euro all’ora. Ah… dimenticavo, ovviamente senza contratto.
E quelli della Esselunga che hanno fatto pisciare addosso una cassiera perche’ non le facevano  lasciare il suo benedetto posto?
O forse vogliamo ricordare di quando hanno licenziato il lavoratore delle FerrovieDelloStato perche’ aveva denunciato problemi legati alla sicurezza?

Odio, e’ un fatto di appartenenza. La mia appartenenza al popolo sardo che vive in una terra  trattata come una colonia dove sperimentare uranio impoverito ed altre prelibatezze tecnologico a scapito di quattro sfigati pastorelli. Odio il governo italiano che consente alle industrie di chiudere, perche’ se le industri chiudono la gente ha fame e col cazzo che ci si ribella ad una centrale nucleare, meglio crepare di merda che di fame.

Io non solo sono di diverso avviso. Io odio.
E ringrazio tutti quelli che amano se stessi e la propria terra e che sono cosi’ incazzati da ribellarsi ancora.
Grazie ai valsusini, grazie agli studenti dell’onda, grazie ai vicentini, ai milanesi che in Piazza Fontana stavano dalla parte dei 10000 contestatori. Grazie ai lavoratori dell’Alcoa che sanno ancora cosa vuol dire dignita’.

E ora denunciatemi.

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One Response to Io odio.

  1. Stella Rossa says:

    L’odio come fattore di lotta, l’odio intransigente per il nemico, che spinge l’essere umano oltre i limiti naturali e lo trasforma in un’efficace, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere… Un popolo senza odio non può trionfare su un nemico brutale.
    (cit. Comandante Ernesto Che Guevara: Creare due, tre, molti Vietnam.)

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