The-stobados

Ma chi ha detto che non c'e'...

stobados | 26 Maggio, 2008 19:17

 Ma chi ha detto che non c'e' - Gianfranco Manfredi

 

 

MA CHI HA DETTO CHE NON C'E'

Sta nel fondo dei tuoi occhi
Sulla punta delle labbra,
sta nel corpo risvegliato
nella fine del peccato
Nella curva dei tuoi fianchi
Nel calore del tuo seno
Nel profondo del tuo ventre
Nell'attendere il mattino.
Sta nel sogno realizzato,
sta nel mitra lucidato.
Nella gioia e nella rabbia,
nel distruggere la gabbia
Nella morte della scuola, nel rifiuto del lavoro
Nella fabbrica deserta, nella casa senza porta
Sta nell'immaginazione, nella musica sull'erba,
sta nella provocazione, nel lavoro della talpa,
nella storia del futuro , nel presente senza storia,
nei momenti di ubriachezza, negli istanti di memoria.
Sta nel nero della pelle, nella festa collettiva,
sta nel prendersi la merce,
sta nel prendersi la mano, nel tirare i sampietrini,
nell'incendio di Milano,
nelle spranghe sui fascisti nelle pietre sui gipponi
Sta nei sogni dei teppisti
e nei giochi dei bambini,
nel conoscersi del corpo,
nell'orgasmo della mente,
nella voglia piu' totale,
nel discorso trasparente.

Ma chi ha detto che non c'e'.
Sta nel fondo dei tuoi occhi
Ma chi ha detto che non c'e'.

Sulla punta delle labbra
Ma chi ha detto che non c'e'.
Sta nel mitra lucidato

Ma chi ha detto che non c'e'.
Nella fine dello Stato
C'e', si' c'e'

Ma chi ha detto che non c'e'.

Immigrato muore nel cpt di Torino. I compagni: "Non è stato soccorso"

stobados | 25 Maggio, 2008 12:36

TORINO - Per indicare il punto esatto in cui è successo, i ragazzi magrebini dietro alle sbarre, passandosi un telefonino di mano in mano, spiegano: "Zona rossa, cella numero 2". Lì, ieri mattina alle 8, è stato trovato morto Hassan Nejl, nato Casablanca il 27 marzo 1970, trattenuto da dieci giorni al Cpt con un decreto di espulsione firmato dal questore di Padova. "Era nel suo letto con la schiuma alla bocca - raccontano - abbiamo urlato tutta la notte per chiamare i soccorsi, ma non è venuto nessuno. L'hanno trattato come un cane".

Di sicuro non poteva esserci inaugurazione più tragica per il nuovo Centro di permanenza temporanea di Torino. Stessa area, ma ingresso diverso su via Mazzarello. Costato 12 milioni di euro per la prima metà dei lavori, in muratura, più civile e più sicuro, nelle intenzioni della Prefettura, era entrato in funzione in gran segreto lunedì mattina. Doveva essere un periodo di rodaggio. Sessanta persone trattenute, che diventeranno 130 a lavori ultimati. Ma dopo cinque giorni è successo quello che non era mai capitato nei nove anni di gestione precedente.

Il prefetto Paolo Padoin è stato avvisato quasi subito: "I primi riscontri hanno stabilito che quel ragazzo è morto per una malattia - spiega - forse una polmonite. So che era stato visitato da un medico della Croce Rossa nel primo pomeriggio di venerdì. Se ci fossero state davvero delle omissioni di soccorso durante la notte, ma è un fatto ancora tutto da accertare, toccherà alla magistratura chiarire eventuali responsabilità". E' già stata disposta l'autopsia.

Ora al Cpt non ci sono più i vecchi container di lamiera. Le gabbie che delimitano le varie zone sono nuove ma altrettanto alte. Hassan Nejl è morto in una camerata da sei posti, appena dipinta di giallo, con due bagni e una doccia. Vicino a lui, fino all'ultimo, è rimasto Mohammed Alhuiri, 25 anni, iracheno: "Per tutta la giornata di venerdì stava malissimo. Si lamentava. Non si reggeva in piedi. Aveva la febbre alta, mi ha persino chiesto di toccargli la fronte perché sentissi anch'io". Alle 3 è stato visitato dal medico di guardia, nell'infermeria della Croce Rossa. "Ma forse pensavano fosse una cosa leggera o non gli hanno creduto - racconta Alhuiri - perché gli hanno dato una medicina, se ho capito bene un antibiotico, senza nemmeno verificare se potesse essere allergico. Hassan era tossicodipendente, prendeva il metadone, aveva problemi, stava ancora male. Eppure non hanno voluto più saperne di lui. L'hanno lasciato solo. L'hanno trattato come un animale".

A mezzanotte e mezza la situazione si è aggravata. "Ho perso la voce a furia di urlare - spiega Alhuiri - a mezzanotte e quarantacinque gridavamo tutti. Dopo un po' è arrivato un addetto della Croce Rossa. "Fino a domani mattina non c'è il medico", ha spiegato. Poi se n'è andato. Hassan si è steso sul suo letto, era caldo, stava malissimo...".

Ieri mattina suo fratello voleva parlargli. Visto che Hassan Nejl non ha il telefono, ha chiamato al numero di cellulare di un altro immigrato marocchino trattenuto nel Cpt. "Sono andato per passargli la chiamata e l'ho visto - racconta - aveva gli occhi sbarrati e la bava alla bocca. Non respirava più". L'hanno portato di nuovo in infermeria. Ma era troppo tardi. Alle 8 di mattina il medico di guardia ha constatato il decesso.

Ora gli agenti dell'ufficio immigrazioni della questura sorvegliano le case gialle. Tutti gli immigrati hanno annunciato lo sciopero della fame: "Fate qualcosa per noi - urlano - dite la verità. Venite a vedere come siamo trattati. Qui siamo come in un canile, dove se abbai nessuno risponde".

[Chiaiano] Donna incinta perde bambino durante le cariche della polizia.

stobados | 24 Maggio, 2008 14:42

RIFIUTI/ SODANO: IN ATTO EMERGENZA DEMOCRATICA

"Non è questa la strada per risolvere crisi"

postato 1 ora fa da APCOM

Napoli, 24 mag. (Apcom) - Stiamo vivendo una vera e propria "emergenza democratica". Così l'ex presidente della commissione Ambiente al Senato, Tommaso Sodano, raggiunto telefonicamente da Apcom, commenta i fatti che si stanno verificando in queste ore nel quartiere napoletano di Chiaiano.

"Sto ragggiungendo Chiaiano per verificare di persona quanto sta accadendo. Non è questa la strada, non è con l'uso della forza che si trovano soluzioni per uscire dall'emergenza rifiuti - dice - abbiamo un ragazzo ferito gravemente e pare una donna incinta che ha perso il suo bambino. E' una situazione insostenibile".

L'ex senatore del Prc difende poi le richieste avanzate dalle popolazioni: "I manifestanti chiedono soltanto che vengano offerte delle certezze sul rischio inquinamento della falde dal momento che, soprattutto a Chiaiano, esistono realtà agricole ed economiche rilevanti. Sono anni che si utilizzano le emergenze per ricorrere a provvedimenti non accettati dalla popolazione". Sodano si riferisce all'apertura del cantiere del termovalorizzatore ad Acerra, della riapertura della discarica di Ariano Irpino ed anche di quanto accaduto a Serre, comune del salernitano.

Nessuna parola di apprezzamento, poi, per il neosottosegretario ai Rifiuti Guido Bertolaso: "E' inaccettabile che dica che la situazione attuale è peggiore di quella dello scorso anno quando, fin dal 2004, direttamente o indirettamente si è interessato del problema rifiuti in Campania". "Se si continua a usare la forza vorrà realmente dire - conclude - siamo veramente fuori strada".

 

http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/05_maggio/24/rifiuti_sodano_in_atto_emergenza_democratica,14914787.html

Il proseguito de "La canzone del Maggio"...

stobados | 23 Maggio, 2008 03:03

Vasco Rossi -  Gli spari sopra.
 

Altra munnezza in direzione Sardegna... l'emergenza che non e' piu' emergenza da 10 anni

stobados | 21 Maggio, 2008 19:50

Ecco un articolo decente dal nuovo gornale di Giorgio Melis (ex direttore del Giornale di Sardegna) "l'altra Voce", decente ma non esemplare, e' comunque un passo avanti nell'analisi che in ritardo viene fatta sul problema munnezza. Ovviamente di cose da dire ce ne sono tante. un po' di queste avevo provato ad accennarle in altri post che qui vi ripropongo, un po' provero' ad affrontarle in seguito. Se qualcuno volesse mandare suggerimenti o degli scritti sull'argomento non ha da che contattarmi e provvederlo a pubblicarli.

Intanto preparatevi a nuovi blocchi e scontri al porto canale all'arrivo delle navi.


 

 [Vecchi post che potete trovare anche in categoria Questione Sarda:]

 Tre racconti di chi era al porto canale a bloccare la nave dei rifiuti.

 [Cagliari] Scontri tra polizia e manifestanti, la nave attracca nel porto canale

 [Cagliari] Epilogo di una giornata di resistenza: 40 fermati per resistenza a pubblico ufficiale e scongiurato l'arrivo di altre navi durante la notte.

 [Cagliari] Sulla notte di scontri e sul perche' dell'essere contro l'arrivo dei rifiuti dalla Campania solidarizzando, allo stesso tempo, con la loro lotta.

 Questione rifiuti: facciamo un po' di chiarezza! Comunicato di a Manca pro s'Indipendentzia.

 


La profezia avverata della spazzatura
dopo Prodi, anche faraone Silvio
sacrifica la Sardegna: e le altre regioni?

di Andrea Pusceddu

Nello scorrere la lista dei ministri e sottosegretari del Berlusconi IV - governo giunto al quarto episodio come Rambo ed Indiana Jones - molti osservatori hanno subito sottolineato la mancanza di nomi sardi, fatto salvo per Cossiga Junior,che però è sardo de Trastevere, ed ai culurgiones preferirà l'amatriciana. Un ex presidente della Regione - quello della Sardegna che doveva aprirsi alle Alpi - ha subito tenuto a rassicurarci: il primo vero sardo al governo è lo stesso premier, e penserà lui a tutelarci.

Comunque è vero che l'inquilino della Certosa ha gia iniziato a fare il bene di noi isolani, evitando di mettere nei posti di comando una classe politica che prima che dirigente è dirigibile: vuota, gonfia e galleggiante nel nulla.

Questo amore di Berlusconi IV per la Sardegna è talmente evidente che il primo atto ancora ufficioso del lieto quinquennio faraonico che ci attende è stato quello di ospitare nella sua piramide, pardon, villa, Vladimir Putin, il souvenir meglio conservato della Russia comunista da guerra fredda, naturalmente se si esclude la mummia di Lenin.

Silvio ama la Sardegna, ma come gli psicologi ben sanno, non c'è amore che portato agli eccessi non porti a qualche squilibrio. Per questo ci viene qualche sudore freddo leggendo un articolo su Repubblica.it. L'argomento è quello dell'emergenza rifiuti in Campania, sebbene il termine sia quantomai improprio, perché emergenza secondo il dizionario vuol dire “improvvisa difficoltà o circostanza imprevista”, e non ci è dato sapere cosa ci sia di improvviso o imprevisto dopo decenni di degrado e malaffare.

Secondo quanto si legge, comunque “l cuore del problema resta dunque la creazione di nuove aree dove trasferire e stoccare i rifiuti. Il governo ne vorrebbe scegliere con tempi medio-lunghi una decina, anche sconfinando i confini regionali”.

Visto tutto il grande amore di Berlusconi IV per l'isola dei sardi, ci sentiamo profeti fin troppo facili nel prevedere che uno dei confini regionali verrà valicato a bordo di un maleodorante traghetto diretto in Sardegna.

Siamo alle solite, ma difficilmente questa volta troveremo i nostri valorosi deputati del centrodestra sopra il gommone a fare i tigrotti di Mompracem, e probabilmente sentiremo dire che dobbiamo essere grati al Faraone che con la sua operazione ha rilanciato le attività del Porto Canale, creato centinaia di nuovi posti di lavoro e magari migliorato l'ambiente dando cibo a gabbiani e merdone che altrimenti sarebbero morti per inedia.

Ironie a parte, la questione spazzatura è uno dei primi veri banchi di prova che il nuovo governo dovrà superare. E Berlusconi è chiamato dover per forza scontentare qualcuno, se vorrà risolverlo. Le discariche e gli inceneritori, che si facciano a Napoli, in Sardegna oppure in Val d'Aosta, scateneranno quelle stesse proteste e gli stessi malcontenti che il centrodestra ha abilmente cavalcato per due anni. Parliamo infatti di una forza politica che è arrivata portare in Parlamento il capo della rivolta dei tassisti romani, persona che aveva come unico e discutibile pregio quello di aver messo in ginocchio la Capitale, e creato non pochi grattacapi al suo ex sindaco Veltroni.

In Sardegna si voterà tra un anno, e di primo acchito può sembrare assurdo che Berlusconi regali la regione al PD inondandola di spazzatura. Sarebbe un suicidio politico senza scusanti. Ma le strade di Napoli inondate da mucchi di spazzatura fumante hanno raggiunto una visibilità di livello mondiale. La posta in gioco è altissima, ed a Palazzo Chigi si potrebbe decidere per una scelta cinica ma sensata. Meglio perdere la Sardegna, che comunque è sempre in bilico, piuttosto che fallire sulla Campania.

I giornali esteri ed anche quelli italiani non dedicherebbero certo lo stesso spazio ad una vittoria del centrosinistra in Sardegna, se il Governo avesse dalla sua una Napoli pulita e da cartolina.

D'altra parte, basta dare un'occhiata all'elenco delle scorse candidature del PDL nei nostri collegi per rendersi conto di come la nostra isola sia tutto tranne che un obbiettivo non sacrificabile: molti dei seggi “sicuri” sono stati subappaltati fuori dai confini isolani senza troppi complimenti.

I tempi per affrontare la questione sono stretti, ed a breve vedremo se ci sbagliamo o meno.

Speriamo davvero di sì, perché non è proprio il caso che solo la Sardegna continui ad ospitare tutti gli scarti non riciclabili che ci dirottano dalla penisola.

É ora che anche le altre regioni facciano la loro parte, che noi facciamo già tanto con il Billionaire.

 fonte:  http://www.altravoce.net/2008/05/21/emergenza.html

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